Archivio | Forma e colore RSS feed for this section

Le Lampade da sognare…

5 Mar

Autuno1Foglie d'inverno1Salice1SAM_0841

il prof. Giorgio Stabile terrà quattro conferenze dedicate all’Album 2000

3 Feb

 

Nei prossimi quattro giovedì di Febbraio, alle ore 19.00 presso la Libreria Assaggi in Via degli Etruschi 4 a Roma, il prof. Giorgio Stabile terrà quattro conferenze dedicate all’Album 2000, edito dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana alla fine del secolo scorso come immagine retrospettiva del Novecento

 

 

 

L’Album 2000. Spazi Uomini Culture, costituito da due volumi contenenti circa 3000 immagini, fa parte dell’Appendice 2000dell’Enciclopedia Italiana che l’Istituto Treccani dedicò, in chiusura del XX secolo, alla civiltà del Novecento. L’Album si propose, attraverso un lungo discorso di immagini (con brevi didascalie e privo di testo), di illustrare spazi, uomini e culture del Novecento come in un film, secondo una sequenza di temi legati da un nesso non cronologico ma antropologico.

 

 

 

Nelle quattro conferenze a carattere seminariale e mediante proiezione su schermo delle sequenze dell’Album, Giorgio Stabile, già ordinario di Storia della Scienza all’Università La Sapienza e che dell’Album è stato ideatore e direttore, spiegherà e discuterà i molti aspetti, da quelli strettamente tecnici, a quelli culturali e teorici e, più in generale, ai più vasti temi della civiltà dell’immagine.

 

L’Album offre un discorso per immagini sul Novecento, con implicita l’idea che in un secolo coesistono tutti i secoli e che la storia di ogni secolo è comunque storia dell’insediamento dell’uomo sulla crosta terrestre. Le immagini non sono in serie cronologica o per discipline, ma per nuclei tematici che vanno dall’universo, alla biosfera, al territorio, all’insediamento umano, alle morfologie dell’abitare, ai modi del vivere e del convivere, sia come singoli sia come massa, fino alla morte e al lascito della cultura quale estremo segno impresso dall’uomo sulla Terra.

image002

Convegno: Paul Celan in Italia 2007/2014. Un percorso tra ricerca, arti e media.

25 Gen

Paul Celan (23 November 1920 – c. 20 April 1970) was a Romanian speaking german poet and translator. He was born as Paul Antschel into a Jewish family in the former Kingdom of Romania (now Ukraine), and changed his name to “Paul Celan” (where Celan in Romanian would be pronounced Chelàn, and was derived from Ancel, pronouncedAntshel),[1] becoming one of the major German-language poets of the post-World War II era.Celan_in _Italia_2007_2014

Buone Feste!!!

24 Dic

Tutto il meglio in questo 2014 che arriva, sono i auguri di Zibaldone di coseCartolina2013

Mostra collettiva di fine anno: IL PIACERE DEGLI OCCHI

10 Dic

Vi aspettiamo nel laboratorio “Zibaldone di cose” (www.zibaldone.eu) per l’inaugurazione della mostra di pittura e fotografia IL PIACERE DEGLI OCCHI con la quale concluderemo il 2013.

Parteciperanno tutti gli artisti che hanno esposto le loro opere nel corso dell’anno: Cristina Armeni, Elisabetta Pizzichetti, Teresa Mancini, Darragh Henegan, Francesca Caracciolo, Cinzia Beccaceci, Miguel Angel Giglio.

Venerdì 13 Dicembre dalle 18,30.

Nel corso della mostra vi offriremo il  solito aperitivo, e anche la possibilità di interagire con le opere, vincendo simpatici premi.

“Zibaldone di cose” è nel quartiere San Lorenzo, in Via dei Marsi 1-3, angolo con Via di Porta Labicana. di fronte alle mura.

A presto!

Miguel Angel Giglio Bravo

CartolinaPiacere.indd

Mostre di pittura di Cinzia Beccaceci: “Presenze”

21 Nov

CartolinaPresenze.indd

Con la personale Presenze, la pittrice torna in una rinnovellata forma che non esito a chiamare “maturo periodo chiaro”.

I dipinti si distinguono per una cura lenta e artigianale nella fattura del fondo luminoso e corposo che è luce e materia su cui poggiano delicate o stanno sospese in levitazione le figure, siano esse oggetti, come nella maggior parte dei casi, o evocazioni di umani.

Esiste pure una varietà di temi che non rinnegano mai la forte matrice comune, cioè la sorpresa ingenuità che osserva il mondo, sia quello vicino delle nature morte con gli oggetti comuni, che quello lontano dei temi storici o ecologici.

E’ così che nelle opere di Beccaceci prevale una magica quotidianità, dove la materia pittorica e la luce si fanno odor di pane fresco, dove i colori gioiosi fanno sentire la brezza che fa svolazzare i vestiti appesi ad un improbabile filo del bucato. In questi dipinti le porcellane della nonna hanno il valore delle cose di seconda mano, già usate da chi amiamo e le sedie colorate sono quelle lasciate in disordine dopo una rumorosa e affettuosa riunione di famiglia.

Quella che un tempo chiamai la poetica dell’abito appeso, si riconferma nel 2013 come la nostalgica forma dell’illustre assente; che siano sedie traballanti o pile di piatti in un disequilibrio lasciato dall’umano che era lì un momento prima, questi riportano l’attenzione sull’uomo la cui “presenza”, appunto, pesa proprio in quanto assente.

L’oggetto di uso quotidiano appare appena abbandonato o lasciato sul ripiano in una sospensione temporale che è tutta attesa del ritorno, tutta vuoto da riempire, tutta silenzio da colmare. Per questo nelle opere di Beccaceci non c’è bisogno di tridimensionalità pittorica, perché la terza dimensione è già negli occhi e nel pensiero di chi  guarda, già è tutto nel vissuto familiare che ora si va ad evocare.

La presenza dell’uomo che non c’è a maggior ragione pesa in opere come E’ finito l’ossigeno, dove l’agire umano non è più operoso fare quotidiano, ma danno permanente. La fabbrica è una sega dai denti aguzzi e fatali che taglia gli alberi dalla base e li capovolge in un’azione contro natura in cui gli alberi sono se stessi, ma anche la metafora delle vittime dei veleni delle industrie spietate che tutti conosciamo.

Da tempo l’artista mancava con una sua personale; la sua poetica è rimasta coerente negli anni e insiste, fortificata, nelle opere nuove.

E’ un miracolo che Cinzia Beccaceci sappia dipingere tutti questi temi con la stessa gentilezza appassionata.

Virginia Properzi

Mostra di pittura di Francesca Caracciolo “Il mare era un pessimo punto d’appoggio”

22 Ott

impermeabile rosso

Vi aspettiamo nel laboratorio “Zibaldone di cose” (www.zibaldone.eu) per l’inaugurazione della mostra di pittura “Il mare era un pessimo punto d’appoggiodell’artista Francesca Caracciolo questo Venerdì 25 Ottobre dalle 18,00.

 

“Zibaldone di cose” è nel quartiere San Lorenzo, in Via dei Marsi 1-3, angolo con Via di porta Labicana. di fronte alle mura.

 

Miguel Angel Giglio Bravo

impermeabile giallo

Francesca Caracciolo, napoletana classe ‘74, utilizza la pittura per visualizzare l’invisibile, per cristallizzare emozioni la cui sfuggevolezza rimane invischiata nel ductus del pennello come le sensazioni nei meandri della memoria. Il senso dell’evidenza iconografica non trova risposta nella mera figurazione, ma nell’evanescenza dei ricordi. Pur utilizzando la fotografia come mezzo attraverso il quale focalizzare l’immagine, il risultato finale non è di semplice naturalismo grazie al bilanciamento tra realtà oggettiva e visione personale.

 

Siluette dai contorni sfumati si rincorrono o si stagliano su scenari atemporali, sospesi,  in cui i dettagli spaziali perdono le coordinate a favore di un’atmosfera rarefatta, a tratti malinconica. Il transfer psicologico dell’artista nei confronti di un periodo di inconscia purezza quale l’infanzia sfocia nella scelta di soggetti come i bambini, dei quali rappresenta il piccolo mondo di scoperte quotidiane, di meravigliosa ingenuità e fiducia, di conoscenza del mondo e dell’altro attraverso il gioco,  nel vano tentativo di penetrare i segreti della impermanenza della vita.

 

Tecnicamente la corposità dell’olio, e la pensante tradizione del linguaggio pittorico in genere, non impediscono all’artista di cimentarsi in un “gioco” dinamico con l’opera che si riflette nell’ effetto materico, tattile, delle superfici in cui il graffio tradisce l’istinto, e la biografia si insinua nel soggetto.

 

La relazione tra realtà e illusione, tra visibile e invisibile, tra attrazione e repulsione dei dipinti di Francesca Caracciolo ci conduce nei meandri del dibattito sulla pittura. E’questo un medium olfattivo ed essenzialmente retinico (M.Duchamp) o piuttosto “cosa mentale” (Leonardo Da Vinci)?

 

Nel caso della giovane pittrice forse entrambe.

 

 

 

 

 

Adriana Rispoli