Immagine

Il gatto rotto… restauro.

27 Ott

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Mostra di pittura di Francesca Caracciolo “Il mare era un pessimo punto d’appoggio”

22 Ott

impermeabile rosso

Vi aspettiamo nel laboratorio “Zibaldone di cose” (www.zibaldone.eu) per l’inaugurazione della mostra di pittura “Il mare era un pessimo punto d’appoggiodell’artista Francesca Caracciolo questo Venerdì 25 Ottobre dalle 18,00.

 

“Zibaldone di cose” è nel quartiere San Lorenzo, in Via dei Marsi 1-3, angolo con Via di porta Labicana. di fronte alle mura.

 

Miguel Angel Giglio Bravo

impermeabile giallo

Francesca Caracciolo, napoletana classe ‘74, utilizza la pittura per visualizzare l’invisibile, per cristallizzare emozioni la cui sfuggevolezza rimane invischiata nel ductus del pennello come le sensazioni nei meandri della memoria. Il senso dell’evidenza iconografica non trova risposta nella mera figurazione, ma nell’evanescenza dei ricordi. Pur utilizzando la fotografia come mezzo attraverso il quale focalizzare l’immagine, il risultato finale non è di semplice naturalismo grazie al bilanciamento tra realtà oggettiva e visione personale.

 

Siluette dai contorni sfumati si rincorrono o si stagliano su scenari atemporali, sospesi,  in cui i dettagli spaziali perdono le coordinate a favore di un’atmosfera rarefatta, a tratti malinconica. Il transfer psicologico dell’artista nei confronti di un periodo di inconscia purezza quale l’infanzia sfocia nella scelta di soggetti come i bambini, dei quali rappresenta il piccolo mondo di scoperte quotidiane, di meravigliosa ingenuità e fiducia, di conoscenza del mondo e dell’altro attraverso il gioco,  nel vano tentativo di penetrare i segreti della impermanenza della vita.

 

Tecnicamente la corposità dell’olio, e la pensante tradizione del linguaggio pittorico in genere, non impediscono all’artista di cimentarsi in un “gioco” dinamico con l’opera che si riflette nell’ effetto materico, tattile, delle superfici in cui il graffio tradisce l’istinto, e la biografia si insinua nel soggetto.

 

La relazione tra realtà e illusione, tra visibile e invisibile, tra attrazione e repulsione dei dipinti di Francesca Caracciolo ci conduce nei meandri del dibattito sulla pittura. E’questo un medium olfattivo ed essenzialmente retinico (M.Duchamp) o piuttosto “cosa mentale” (Leonardo Da Vinci)?

 

Nel caso della giovane pittrice forse entrambe.

 

 

 

 

 

Adriana Rispoli

 

 

Presentazione del romanzo Chiocciole vagabonde

12 Set

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Cari amici e amiche,

Siete invitati Sabato 14 settembre alle ore 19  a partecipare alla presentazione del romanzo Chiocciole vagabonde di Nunzia Gionfriddo, che si terrà presso il laboratorio “Zibaldone di cose”, sito in Roma, quartiere San Lorenzo, via dei Marsi 1 / 3. La cerimonia si terrà in due giorni, per dar modo a tutti di venire, anche se vi verranno offerte due giornate diverse, nei temi e nelle presenze.

1.     Sabato 14 Settembre  Giorgio Stabile presenterà il volume. Seguiranno alcune performances del giovane attore Simone  e di Clementina, accompagnati da suggestive musiche mediterranee e asiatiche.

2. Venerdì 11 Ottobre Antonella Pagano ci offrirà il suo punto di vista al femminile del romanzo. Seguiranno brevi letture di alcuni ritratti  delle protagoniste principali, sempre accompagnate da musiche mediterranee e dalle vibrazioni  di una chitarra, prodotte dalle abili mani di Luciano Pilloni.

Per adesso vi aspettiamo sabato

Edizione Inglese dello Zibaldone di Pensieri di Giacomo Leopardi

18 Ago

Zibal

E uscito il volume completo dello “Zibaldone di pensieri” tradotto in inglese a cura di Michael Caesar e Franco D’intino, che sono i direttori del Leopardi Centre  di Birmingham, UK. Questa bellissima edizione porta un apparato critico molto corposo, fruto di sette anni di lavoro. L’ edizione è stata pubblicata in America per la Farrar Straus & Giroux ed in Inghiterra per la Penguin books…

Rassegna stampa:

http://www.cronachemaceratesi.it/2013/07/08/in-arrivo-lo-zibaldone-in-inglese-la-prima-edizione-negli-stati-uniti/349226/

http://retroguardia2.wordpress.com/2013/07/20/la-prima-traduzione-integrale-dello-zibaldone-in-inglese/

http://www.lastampa.it/2013/07/18/cultura/esce-la-prima-traduzione-integrale-dello-zibaldone-in-inglese-Ozwyu1j85y1oH9fN7jrfVP/pagina.html

http://us.macmillan.com/zibaldone/GiacomoLeopardi

http://www.theguardian.com/world/2013/aug/01/giacomo-leopardi-zibaldone-translation-published

http://www.ft.com/cms/s/2/ae962862-03fc-11e3-8aab-00144feab7de.html#axzz2cKbs9rnF

http://www.independent.co.uk/arts-entertainment/books/reviews/book-review-zibaldone-by-giacomo-leopardi-eds-michael-caesar-franco-dintino-8780092.html

Mostra: RAMBLING OBJECT gioielli & foto

18 Giu

Vi aspettiamo nel laboratorio “Zibaldone di cose” (www.zibaldone.eu) per l’inaugurazione della mostra di gioielli & foto “RAMBLING OBJECT” degli artisti Teresa Mancini e Antonio Picardi questo Giovedì 20 Giugno dalle 18,00.

 

“Zibaldone di cose” è nel quartiere San Lorenzo, in Via dei Marsi 1-3, angolo con Via di porta Labicana. di fronte alle mura.

Attraverso la nuova collezione, orecchini e collane in argento, Antonio Picardi, Testimonial per il portale Giovani Stilistiwww.giovanistilisti.it, luogo di incontro dedicato a chi desidera entrare nel mondo della creatività, inaugura con Teresa Mancini presso Zibaldone laboratorio d’arte a Roma, la mostra Rambling Object – gioielli&foto, la prima di una serie di appuntamenti dedicati ai nuovi nomi della moda e del design.

 

Antonio Picardi: “La madreperla, il corallo e l’argento sono materiali della tradizione artigianale del territorio in cui opero, ma che recupero in una lettura contemporanea. Traccio segni minimi, quasi precari. Di/segni da indossare, oggetti che dialogano con il corpo perché ispirati a forme organiche ripensate in forma di gioiello.”  Picardi si muove con agilità tra i territori dell’arte e della grafica, campo quest’ultimo nel quale l’artista è professionalmente impegnato. Non è da trascurare del resto nella sua esperienza creativa la quotidiana consulenza per l’immagine, dal momento che emerge, con piena consapevolezza, nei suoi lavori, non solo l’attitudine al rigore compositivo, quanto all’uso del segno-disegno che lo conduce al raggiungimento della forma. Forme che l’artista lascia levitare ora sulla superficie della carta, ora su altri supporti, come in questo caso l’argento. Forme dettate da un’elaborazione che risponde alla necessità di raccontare o, ancor meglio, di costruire un processo narrativo il cui confronto stringente è con la natura.

Alla ricerca di Antonio Picardi, in questa mostra si associa lo sguardo fotografico di Teresa Mancini, che attraverso immagini oniriche, in equilibrio tra tenue colore e bianco e nero,  sottolinea la purezza e l’essenza del segno dei gioielli di Picardi. La scelta di un ambiente pervaso di luce e di luoghi d’ombra leggeri, di inquadrature azzardate dove la presenza umana, apparentemente sfuggente o al contrario assai presente, altro non è che l’escamotage per catturare l’attenzione dello spettatore e ricondurlo con lo sguardo sul gioiello.  Il risultato è un gioco seduttivo di sguardi e presenze, di oggetti indossati e di immedesimazione vissuta.

ANTONIO PICARDI

Antonio Picardi nato a Napoli nel 1952, dove vive e lavora, è docente di Discipline Pittoriche presso gli Istituti superiori di Istruzione Artistica. Si occupa di grafic design e didattica dell’arte contemporanea. È consulente per la grafica e la pubblicità per le gallerie Annarumma, Umberto di Marino, Dino Morra di Napoli e Studio Arte Fuori Centro di Roma. È tra i fondatori del codice EAN, associazione per l’arte contemporanea, Napoli. Il suo lavoro ruota intorno al rapporto arte e grafica, arte e design. Molte le sue esposizioni sul territorio nazionale nelle quali si propone con soluzioni che incrociano il sottile filo che lega tra loro le differenti discipline, giungendo a sperimentazioni che assumono, di volta in volta, la forma oggettuale di libri d’artista, gioielli, piccoli oggetti luminosi o grandi pagine disegnate. Attualmente è impegnato nel completamento di un lavoro per la MetroNapoli- Napoli nord, stazione di Melito.
e-mail: antoniopicardi@virgilio.it

TERESA MANCINI

Teresa Mancini, fotografa professionista iscritta all’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti Tau Visual, diplomata sia allo IED dipartimento di Fotografia sia presso l’Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione Rossellini. Dal 1998 regolarmente iscritta a ruolo, si occupa anche di attività commerciale. Nel 2001 è cofondatrice dell’Agenzia di Comunicazione Bycam Srl, nella quale porta le sue competenze in campo fotografico e commerciale; da qui prende vita il progetto Giovani Stilisti, Portale dedicato ai designer emergenti.
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Ancora delle belle spille di Silvana…

17 Apr

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Mostra di pittura “Statisticamente improbabile” dell’artista Darragh Henegan

6 Apr

Nelle tele di DH non potremo cercare parole

a meno che parole non si considerino i silenzi e il sospetto

le risposte rubate all’inconscio

o il gesto nascosto che indica la via d’uscita – o di entrata – dal labirinto.

Né pretenderemo che accolgano cose o figure

se non percependone ad occhi bendati l’esistenza astratta e amniotica.

DH dipinge l’angolo in cui avevo dimenticato di frugare, la piega dell’abito in cui mai ci è venuto in mente di guardare, la pelle senza prospettiva, i profili lucidi di emozioni fredde, il respiro tiepido di piccole creature, i soffi d’aria che da spiragli sul vuoto, sul dentro, sul fuori, ci fanno voltare ammaliati…

 

Maurizio Costanza

Roma, marzo 2013CartolinaDH.indd

La Lampada: Pink Organic

14 Mar

Pink Organic è una lampada in Organza, fibra naturale, rame e cemento. Creazione collettiva di Silvana Anello e Miguel Angel Giglio. Possiede tre luci alogene, di grande intensità e che giocando su i riflessi di colore, danno all’ambiente, dove si trova, una connotazione onirica, incantata, piena di grazia ed eleganza.
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Video

L’immagine latente

11 Mar

performance di Ro’ Rocchi

http://www.youtube.com/watch?v=QX6cM_YosQE&feature=youtu.be

Mostra fotografica “L’immagine latente”

3 Mar

CartolinaTer.indd“L’immagine latente”

Il lavoro fotografico di Teresa Mancini rientra, a pieno titolo, in una nuova filosofia della fotografia che si è andata affermando negli ultimi anni. Vale a dire quella tendenza scaturita dall’avvento del sistema digitale, nonché dall’irruzione sulla scena di un considerevole numero di autrici donne; grazie a queste, e non agli autori uomini, oggi possiamo leggere nuovi linguaggi fotografici e spingerci verso territori dell’immagine un tempo sconosciuti. Operazione tutt’altro che semplice e spesso priva della necessaria lucidità: se da un lato è più facile superare la “tirannide” maschile del reportage, uguale per il ripetersi di guerre, violenze e catastrofi della natura, dall’altro il rischio è di rincorrere uno sperimentalismo che a volta finisce per fare il verso a se stesso.

La qualità, e il merito, delle immagini di Teresa Mancini non ricadono nella standardizzazione dello sguardo cui accennavo prima; ma trovano un loro raggio d’azione fotografico ben delimitato e per questo autonomo. L’intensa performance del mimo Romano Rocchi, forma il corpus di questa mostra dal titolo “L’immagine latente”.

Latente, quindi visibile-invisibile, perché è la velocità della luce o di un essere umano, a fornirci un infinito caleidoscopio di ricorsi e rimandi inconsci nel nostro osservare. Con un campo visivo misteriosamente alterato: il senso estetico delle composizioni di Teresa Mancini si concentra su una destabilizzazione di linee luminose o nella fuggevolezza dei movimenti del corpo. Lo sguardo rimbalza da una parte all’altra; non vi è più la classica profondità di campo di accademico precetto, ma l’osservatore è simmetricamente speculare all’unico piano focale dettato dalle vibrazioni della luce o della carnalità.

E’ fuor di dubbio che quest’uso del mosso riporta, per un’astrusa bizzarria della storia dell’immagine, agli intendimenti del fotodinamismo futurista o alla scrittura automatica (in questo caso della luce) dei surrealisti. Di certo è ancora troppo presto per storicizzare le nuove avanguardie dell’arte fotografica: ma se il problema della fotografia contemporanea è quello di saper creare “nuove fotografie”, l’opera di Teresa Mancini ne è interprete e protagonista, con un originalissimo picture style intriso di grande emotività.

Andrea Attardi

Fotografo – Docente di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Roma

 

La mostra fotografica “L’immagine latente” viene presentata per la prima volta a Roma dopo essere stata a Pordenone, a Czestochowa, Polonia e a  Kormend, Ungheria.

 

Presentazione delle fotografie con performance del mimo Romano Rocchi (alle ore 19.00) accompagnato dal contrabbassista Cristiano Argentino Storino.