Tag Archives: mostra di fotografia

Convegno: Paul Celan in Italia 2007/2014. Un percorso tra ricerca, arti e media.

25 Gen

Paul Celan (23 November 1920 – c. 20 April 1970) was a Romanian speaking german poet and translator. He was born as Paul Antschel into a Jewish family in the former Kingdom of Romania (now Ukraine), and changed his name to “Paul Celan” (where Celan in Romanian would be pronounced Chelàn, and was derived from Ancel, pronouncedAntshel),[1] becoming one of the major German-language poets of the post-World War II era.Celan_in _Italia_2007_2014

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Mostra fotografica “L’immagine latente”

3 Mar

CartolinaTer.indd“L’immagine latente”

Il lavoro fotografico di Teresa Mancini rientra, a pieno titolo, in una nuova filosofia della fotografia che si è andata affermando negli ultimi anni. Vale a dire quella tendenza scaturita dall’avvento del sistema digitale, nonché dall’irruzione sulla scena di un considerevole numero di autrici donne; grazie a queste, e non agli autori uomini, oggi possiamo leggere nuovi linguaggi fotografici e spingerci verso territori dell’immagine un tempo sconosciuti. Operazione tutt’altro che semplice e spesso priva della necessaria lucidità: se da un lato è più facile superare la “tirannide” maschile del reportage, uguale per il ripetersi di guerre, violenze e catastrofi della natura, dall’altro il rischio è di rincorrere uno sperimentalismo che a volta finisce per fare il verso a se stesso.

La qualità, e il merito, delle immagini di Teresa Mancini non ricadono nella standardizzazione dello sguardo cui accennavo prima; ma trovano un loro raggio d’azione fotografico ben delimitato e per questo autonomo. L’intensa performance del mimo Romano Rocchi, forma il corpus di questa mostra dal titolo “L’immagine latente”.

Latente, quindi visibile-invisibile, perché è la velocità della luce o di un essere umano, a fornirci un infinito caleidoscopio di ricorsi e rimandi inconsci nel nostro osservare. Con un campo visivo misteriosamente alterato: il senso estetico delle composizioni di Teresa Mancini si concentra su una destabilizzazione di linee luminose o nella fuggevolezza dei movimenti del corpo. Lo sguardo rimbalza da una parte all’altra; non vi è più la classica profondità di campo di accademico precetto, ma l’osservatore è simmetricamente speculare all’unico piano focale dettato dalle vibrazioni della luce o della carnalità.

E’ fuor di dubbio che quest’uso del mosso riporta, per un’astrusa bizzarria della storia dell’immagine, agli intendimenti del fotodinamismo futurista o alla scrittura automatica (in questo caso della luce) dei surrealisti. Di certo è ancora troppo presto per storicizzare le nuove avanguardie dell’arte fotografica: ma se il problema della fotografia contemporanea è quello di saper creare “nuove fotografie”, l’opera di Teresa Mancini ne è interprete e protagonista, con un originalissimo picture style intriso di grande emotività.

Andrea Attardi

Fotografo – Docente di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Roma

 

La mostra fotografica “L’immagine latente” viene presentata per la prima volta a Roma dopo essere stata a Pordenone, a Czestochowa, Polonia e a  Kormend, Ungheria.

 

Presentazione delle fotografie con performance del mimo Romano Rocchi (alle ore 19.00) accompagnato dal contrabbassista Cristiano Argentino Storino. 

Mostra di pittura e fotografia “Percorsi”

21 Gen
Invito alla mostra delle artiste Cristina Armeni ed Elisabetta Pizzichetti

Invito alla mostra delle artiste Cristina Armeni ed Elisabetta Pizzichetti

Italo Calvino scriveva che “ memoria ed oblio sono due entità complementari”, e in effetti se guardiamo le opere scelte per questa mostra, viene da dire che ognuna fa appello alla memoria familiare  e  allo  stesso tempo “al pozzo di oblio “da cui  le immagini   emergono  come spogliate d’ogni  determinazione. Seppure  tra loro differenti, le storie di queste artiste si incrociano e si sovrappongono, indicando una moltitudine di mondi dove regna la passione conoscitiva per le cose e il gusto divagante per il tempo illimitato. La storia dell’arte è ricca di immagini fotografiche memorabili, ma quelle realizzate da Cristina Armeni confermano il fatto che la scelta di un particolare figurativo o di un taglio compositivo, oltre  a testimoniare caratteristiche fisiche o percettive,  possono dare il senso di una compiutezza di un vissuto, di accadimenti e di attese, fino a comprendere orizzonti infiniti. E così  per le composizioni di  Elisabetta Pizzichetti, la quale nel suo garbuglio di tecniche, dall’olio al collage, dal  sapone modellato all’oggetto ritrovato, suggerisce una visione del mondo come “sistema di sistemi “ inestricabile e vario. Tanto è controllata e animata l’opera della prima artista, concepita nel rispetto di un’ esigenza primaria, quella di disperdersi   nell’infinitamente vasto  della  realtà per poi ritornare ad un spazio mentale  razionale e   nella  vertigine travolgente del dettaglio, quanto invece, disordinata e misurata quella della seconda, la quale  sembra  aver scelto come punto di partenza  un enunciato mirato, forse un  sogno o un’ ossessione,  che  approda ad una figurazione oscillante tra l’inverosimile e l’antica mitografia.   Tutto questo per entrambe,  inseguendo un gioco che fa dell’esercizio della tecnica  un processo serrato e  conosciuto, dove ogni  segno  diventa specchio di un modo di essere e sentire.

Rosanna Ruscio

STILE URBANO (mostra di fotografia)

13 Gen
Invito alla mostra

Invito alla mostra

Mostra organizzata dalla fotografa Teresa mancini con i suoi allievi.